18app: un modo per avvicinare i giovani alla cultura(?)

In un Paese ancora alle prese con la crisi economica, molte famiglie hanno dovuto fare i conti con notevoli ristrettezze economiche e, per questo motivo, lo svago, i divertimenti, i viaggi e le visite al museo sono diventate, per molti, un surplus, qualcosa di superfluo ed eliminabile al fine di soddisfare altre necessità. Tale scelta, peraltro assolutamente giustificabile, ha portato, però, ad un ulteriore allontanamento della popolazione, e delle nuove generazioni in particolare, dal mondo della cultura. Parallelamente, l’equazione “cultura=noia” si è radicata sempre di più, diventando uno stereotipo difficile da eliminare, che ha precluso a molti giovani la possibilità di godere appieno di ciò che l’Arte, nel senso più ampio del termine, aveva da offire loro. Con la Legge 208 del 28 dicembre 2015, l’allora Governo Renzi ha introdotto uno strumento tanto innovativo quanto discusso per far avvicinare i giovani alla cultura e sfatare la famosa idea secondo la quale “con la cultura non si mangia”: il 18app.

A partire dal 2016, questa iniziativa permette ai neo diciottenni di ottenere 500 € da spendere per attività di tipo culturale che includono diverse possiblità tra cui spettacoli teatrali, ingressi al cinema o a musei italiani, acquisto di libri online e offline e molto altro ancora. Insomma, un vero e proprio tesoretto nelle mani dei ragazzi per permettere loro di trovare la “sfumatura di cultura” a loro più vicina da coltivare in modo da favorire la loro crescita personale.

Nei primi due anni di progetto, molti giovani hanno sfruttato questa opportunità, mentre per altri spendere questo piccolo tesoretto unicamente per attività culturali si è dimostrato estremamente difficile e lo hanno criticato per l’eccesso di vincoli che ne limitano le possibilità di utilizzo. Benché nell’ultimo anno il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) abbia allargato le maglie dando ai giovani di sfruttare 18app anche per pagare corsi di lingue, i furbetti si vedono fin dalla giovane età e, si sa, soprattutto in Italia, vige l’usanza secondo la quale, una volta fatta la legge, si trova l’inganno. È così che, poco a poco, su Internet è iniziata una vera compravendita di 18app. A partire dalla pagina Facebook dedicata all’iniziativa, infatti, si sono moltiplicati gli annunci di vendita del bonus in cambio di 500 € “reali” da spendere a proprio piacimento.

Ma si sa, ciò che accade online non rimane online e, ben presto, i funzionari del Ministero si sono accorti di questa pratica illegale e hanno subito preso i dovuti provvedimenti. Oltre alle azioni pratiche, inoltre, il MiBACT ha emanato anche una comunicazione, una sorta di avvertimento ad utenti ed esercizi commerciali accreditati paventando l’esclusione dai benefici derivanti dalla 18app ed altri provvedimenti.

La domanda ora è: sarà abbastanza o il Governo si vedrà costretto a risolvere il “problema” eliminando definitivamente il Bonus cultura? Nell’attesa di sapere come si concluderà la vicenda, se sei tra i beneficiari della 18app e vuoi cogliere quest’occasione per imparare una nuova lingua o approfondirne una che conosci già, puoi venire alla Excol e scegliere la soluzione più adatta alle tue esigenze!

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