Didattica a distanza: è davvero così brutta? ⋆ Centro Studi Excol

Didattica a distanza: è davvero così brutta?

Già ai tempi del primo lockdown, la didattica a distanza è stata presentata come un’azione negativa, ma necessaria per preservare la salute di ragazzi, docenti e personale scolastico. Durante tutta l’estate in molti hanno gioito quando, da più parti si è sostenuto che la didattica a distanza o le video lezioni non sarebbero più state annoverate tra gli strumenti formativi a disposizione delle istituzioni scolastiche. All’inizio dell’anno scolastico, tuttavia, molte scuole vi hanno fatto ricorso per risolvere i problemi relativi alla tutela della salute scatenando forti polemiche.
La DAD ha sicuramente stravolto la normalità di molti studenti e docenti, ma i suoi risvolti sono davvero tutti negativi? Cerchiamo di analizzarne assieme pro e contro.

Contatto con gli studenti

CONTRO:
Non poter vedere ed interagire direttamente con gli studenti è sicuramente un grande, anzi ENORME punto a sfavore della didattica a distanza. Siamo, infatti, tutti consapevoli che un aspetto essenziale dell’esperienza didattico-formativa risiede nel contatto diretto tra i ragazzi e di questi con i loro docenti. La didattica in presenza, infatti, facilita sicuramente lo scambio di idee e, conseguentemente la crescita personale degli studenti.

PRO:
Il potenziamento delle nuove modalità didattiche che, almeno nel nostro caso, sono state consolidate tanto durante il lockdown come durante il periodo estivo, ci hanno permesso di farci trovare pronti anche al nuovo anno scolastico e di dare la possibilità agli studenti che presentano qualche sintomo sospetto o sono indisposti, ma comunque in grado di seguire le lezioni, di partecipare attivamente alle lezioni e non perdere spiegazioni. Anche questa è integrazione e, dal nostro punto di vista, è anche un modo per mettere le esigenze degli studenti al primo posto.

Didattica a distanza e (mancanza di) concentrazione

CONTRO:
Il fatto di seguire le lezioni da casa mette gli studenti nella condizione di potersi distrarre più facilmente. Inoltre, trascorrere molte ore di fronte a un dispositivo per seguire lezioni originariamente preparate per la didattica tradizionale può risultare estremamente stancante.

PRO:
L’introduzione della didattica a distanza deve necessariamente essere accompagnata da uno svecchiamento delle modalità didattiche. In questo senso, la DAD può costituire, specie per le Scuole Secondarie, uno spunto per favorire l’acquisizione di nuove competenze informatiche e non da parte dei ragazzi. Saper scrivere un blog, girare semplici video per promuovere il proprio punto di vista e convincere gli spettatori, saper risolvere o far fronte rapidamente problemi pratici non sono forse aspetti spesso tralasciati nella didattica tradizionale? E non è, forse, proprio la didattica a distanza che può favorire la partecipazione attiva dei ragazzi favorendo nuove strategie didattiche quali la flipped classroom?

Strumenti didattici

CONTRO:
La gestione dei materiali “analogici” (libri, quaderni, dispense ed altro materiale cartaceo) è molto più semplice rispetto a quella di risorse digitali. Gli insegnanti possono correggere appunti, esercizi e attività con maggiore facilità se si utilizzano strumenti “concreti e tangibili” e, forse, le correzioni sono maggiormente evidenti.

PRO:
La didattica a distanza ha permesso di utilizzare strumenti didattici che si avvicinano al linguaggio utilizzato dai ragazzi e, in alcuni casi, di svecchiare un po’ la didattica. In questo modo, gli studenti possono sentirsi maggiormente coinvolti nel processo didattico e, perché no, fornire supporto ai docenti “diversamente tecnologici” o spunti per sviluppare alcune tematiche con strumenti fino ad ora sconosciuti o considerati “poco ortodossi”, ma comunque efficaci.

Chiaramente, questa analisi è ben lontana dall’essere esaustiva e molti potrebbero essere i punti da analizzare più in dettaglio. La didattica è, di per sé, un argomento molto composito e quasi ogni insegnante ne ha una propria idea che crede essere migliore di altre. Altrettanto chiaramente, nessuno può mettere in dubbio che trovarsi in mezzo ai propri ragazzi, ridere, scherzare e crescere con loro sia uno degli aspetti migliori dell’essere un insegnante. Forse, però, anche in questo ambito sarebbe utile modificare un po’ la prospettiva e magari, di necessità si potrebbe fare davvero virtù.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *