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Friuli, 6 maggio 1976: oggi, cinquant’anni dal terremoto

50esimo anniversario terremoto Friuli: Gemona oggi

Giorgia Michelutto, classe 3^ media

Il 6 maggio 1976, alle ore 21:00 circa, una violenta scossa terremoto colpì il Friuli Venezia Giulia. In pochi secondi, la vita di migliaia di persone cambiò per sempre. Il terremoto ebbe una magnitudo di circa 6.5 e fu uno dei più forti avvenuti in Italia nel Novecento. L’epicentro si trovava tra i comuni di Gemona del Friuli e Venzone, due paesi che subirono danni gravissimi. La scossa fu avvertita anche in molte altre regioni del Nord Italia, come il Veneto e la Lombardia. Oggi ricorre il 50esimo anniversario.

Sotto le macerie: un bilancio pesantissimo

Le conseguenze furono drammatiche. Interi paesi vennero distrutti o gravemente danneggiati. Tra i più colpiti ci furono Tolmezzo, Osoppo e Artegna. Le case crollarono improvvisamente, spesso mentre le persone si trovavano al loro interno. Molte famiglie rimasero intrappolate sotto le macerie e i soccorsi dovettero lavorare in condizioni molto difficili. Il bilancio fu pesantissimo: circa 1.000 morti, oltre 3.000 feriti e più di 100.000 sfollati, cioè persone costrette a lasciare la propria casa. Molti sopravvissuti persero tutto: abitazione, beni personali e, in alcuni cas, anche i propri cari.

Nei mesi successivi la situazione rimase molto difficile. Ci furono numerose scosse di assestamento, alcune anche molto forti, soprattutto nei mesi di settembre. Queste nuove scosse provocarono ulteriori crolli e aumentarono la paura tra la popolazione, che spesso preferiva restare all’aperto per sicurezza. Nonostante la tragedia, la solidarietà fu straordinaria. Da tutta Italia arrivarono aiuti: volontari, medici, vigili del fuoco е forze dell’ordine. Furono allestite tende e campi per ospitare gli sfollati e distribuire cibo e beni di prima necessità. Questo grande aiuto dimostrò quanto il Paese fosse unito nei momenti difficili.

Ricominciare a ricostruire, mattone dopo mattone

La ricostruzione iniziò abbastanza rapidamente e fu organizzata in modo efficiente. Lo Stato e le autorità locali decisero di coinvolgere direttamente le comunità nella ricostruzione dei paesi. Questo permise di rispettare la storia e le tradizioni locali. Un esempio molto importante è quello di Venzone, che venne ricostruito pietra su pietra, riportando il centro storico al suo aspetto originale. Oggi il terremoto del Friuli Venezia Giulia è ricordato non solo come una grande tragedia, ma anche come un esempio positivo di ricostruzione e collaborazione. Ha insegnato quanto sia importante costruire edifici più sicuri e prepararsi a possibili emergenze. Ogni anno, il 6 maggio, le comunità colpite ricordano le vittime con cerimonie e momenti di riflessione, per non dimenticare quanto accaduto e per trasmettere questa memoria alle nuove generazioni.

Rai e Istituzioni unite nel segno della ricostruzione.

In occasione del cinquantesimo anniversario, la Rai ha predisposto un’ampia programmazione speciale su tutte le sue piattaforme per onorare la memoria delle vittime e celebrare la straordinaria ricostruzione della regione. Il palinsesto dedicato prevede approfondimenti curati da Rai Cultura e Rai Teche, oltre a documentari esclusivi come “Orcolat” su RaiPlay e reportage storici che ripercorrono i momenti cruciali dell’emergenza. Particolare rilievo sarà dato alla giornata di oggi, 6 maggio 2026, con la Tgr FVG che seguirà in diretta lo speciale su Rai 3 dedicato alla seduta straordinaria del Consiglio regionale. Quest’ultimo vedrà anche la partecipazione della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, attesa a Gemona del Friuli per la seduta straordinaria del Consiglio regionale delle ore 17.00. La Premier prenderà parte alla cerimonia solenne presso il Cinema Teatro Sociale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per rendere omaggio al “modello Friuli” e alla resilienza di una terra che ha saputo rinascere dalle macerie.

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