In un precedente articolo, avevamo presentato in modo generale le prime innovazioni previste dalla proposta di Riforma dell’esame di Maturità. Con l’approvazione definitiva del provvedimento, avvenuta il 28 ottobre, sono, però, arrivati ulteriori dettagli che rendono più chiaro l’impianto del nuovo esame, che vedremo già a partire da giugno 2026.
Secondo quanto illustrato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, la Riforma mira a riportare centralità e significato all’Esame di Stato, restituendogli il valore di tappa fondamentale nel percorso formativo delle studentesse e degli studenti. L’obiettivo è, quindi, quello di riaffermare dei concetti chiave del percorso formativo degli studenti quali merito, impegno e responsabilità personale.
Ma quali sono le novità che sono emerse dopo la trasformazione della Riforma in Legge? Vediamo assieme le principali:
1. Stop alla “scena muta” volontaria all’orale
Una delle modifiche più rilevanti riguarda il colloquio orale. Il Ministro ha chiarito che non sarà più possibile presentarsi a questa prova senza rispondere alle domande: chi sceglierà volontariamente di non sostenere l’orale sarà automaticamente respinto. Questa decisione è volta a garantire serietà e coerenza nella valutazione delle competenze.
2. Colloquio concentrato su quattro materie
L’orale verterà su quattro discipline, selezionate ogni anno a gennaio. Questa scelta punta a rendere la prova più focalizzata, permettendo alle commissioni di approfondire la preparazione dello studente nelle aree ritenute più significative, anche sulla base dell’indirizzo di studio.
3. Valorizzazione dell’impegno extrascolastico
La valutazione finale potrà tenere conto delle attività extrascolastiche particolarmente meritorie svolte dagli studenti. In questo senso saranno prese in considerazione tutte le esperienze con valore formativo riconosciuto e opportunamente documentate.
4. Eliminazione dello “spunto” iniziale nell’orale
Un ulteriore cambiamento riguarda l’inizio del colloquio: non sarà più previsto un “spunto” iniziale, come un’immagine o un testo da cui partire per la discussione. Al momento non sono ancora stati pubblicati dettagli sulla nuova modalità di avvio della prova orale, ma si tratta di un elemento che andrà a modificare l’impostazione a cui gli studenti erano stati abituati negli ultimi anni.
5. Inserimento dei risultati delle Prove INVALSI nel Curriculum dello Studente
La Riforma prevede anche che gli esiti delle prove INVALSI vengano inclusi nel Curriculum dello Studente in una forma descrittiva. L’inserimento avverrà dopo la pubblicazione ufficiale dei risultati dell’Esame di Maturità e, quindi, i commissari non ne conosceranno il risultato. Questa innovazione è stata introdotta con l’obiettivo di fornire un quadro più completo delle competenze raggiunte dallo studente.
Quali sono le prossime date chiave per la nuova Maturità? La prima è piuttosto vicina ed è il 30 novembre. Entro tale data, infatti, i futuri maturandi dovranno consegnare alla Segreteria Didattica la domanda di ammissione all’esame.
Per avere ulteriori informazioni sul nuovo esame, invece, dovremo attendere gennaio, quando il Ministero renderà note le discipline oggetto d’esame e, chissà, qualche altro dettaglio che permetterà a docenti e studenti di prepararsi al meglio per affrontare questa nuova versione della Maturità.