Arianna Orlando, classe 5^A
Negli ultimi anni, lo sfruttamento minorile è stato spesso collegato alla fast fashion. Uno degli esempi più discussi in questi anni è rappresentato da SHEIN, che ha guadagnato un’enorme popolarità in tutto il mondo durante il periodo del Covid, grazie ai prezzi bassi e alla varietà di prodotti presente sull’app.
Tuttavia, dietro il suo successo si nascondono questioni poco etiche per quanto riguarda i metodi di produzione e lo sfruttamento dei lavoratori.
Fast Fashion: terreno fertile per casi di sfruttamento minorile
Il settore del fast fashion è noto per la sua velocità di produzione e per la continua “novità” nelle collezioni, che seguono le mode del momento.
Il caso SHEIN presenta la verità dietro uno dei principali marchi di fast fashion online, che basa il proprio business sulla creazione di migliaia di nuovi capi ogni settimana, seguendo i trend più interessanti del periodo. La necessità di mantenere i prezzi bassi e la produzione elevata, senza però abbassare la qualità, ha portato l’azienda a ricorrere a pratiche di sfruttamento della manodopera, nonostante le numerose denunce, incluso lo sfruttamento di minori nelle fabbriche.
Lo sfruttamento minorile, purtroppo, è un fenomeno presente in molti settori produttivi in tutto il mondo, ma è particolarmente grave quando coinvolge industrie come quella della moda, in cui il lavoro è spesso sottopagato, pericoloso e poco regolamentato. Uno dei principali motivi per cui questo fenomeno continua ad essere presente nella fast fashion è che le fabbriche sono in Paesi in cui questa pratica non viene punita come nel resto del mondo.
Giornali e social denunciano lo sfruttamento
Per il caso SHEIN, inchieste giornalistiche e reportage hanno rivelato come in alcune fabbriche i lavoratori, anche minorenni, sono costretti a turni infiniti con poche pause e scarsi diritti.
I bambini e gli adolescenti che lavorano in queste condizioni spesso provengono da famiglie povere e sono obbligati a contribuire al sostentamento economico delle stesse.
Questo li porta a privarsi del diritto all’istruzione, così come quello di un’infanzia spensierata e felice, poiché i ragazzi sono costretti a lavorare per tutto il giorno, rinunciando alla scuola e ai momenti di svago che ogni bambino e adolescente dovrebbe avere. Lo sfruttamento minorile non solo compromette il loro sviluppo fisico e mentale, ma anche la loro possibilità di costruirsi un futuro migliore.
L’anno scorso a supporto di tutte queste accuse, su TikTok, erano usciti parecchi video di ragazze che nelle etichette dei propri vestiti su SHEIN avevano trovato la scritta “HELP” e altre simili. Le accuse di sfruttamento minorile e di pessime condizioni di lavoro nelle fabbriche di SHEIN hanno generato un dibattito importante sulla responsabilità sociale delle aziende. I consumatori sono sempre più consapevoli e informati, e ciò spinge molti a riflettere sul reale costo umano celato dietro la vendita di capi di abbigliamento a basso prezzo.