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Il valore della bocciatura

bocciatura

La bocciatura è da sempre il peggiore spauracchio di qualsiasi studente. Infatti, essa viene generalmente percepita come la peggiore punizione che si possa infliggere agli studenti, talvolta anche a torto. Certamente l’insuccesso è sempre un duro colpo e spesso è difficile farvi fronte, ma sono in molti a credere che è soprattutto da queste battute d’arresto che è possibile crescere.

Bocciatura - alunno sconfitto ombra vincente

Prima di proseguire, è necessario sottolineare come in questo articolo prenderemo in considerazione unicamente la bocciatura “giusta”, ovvero quella causata da scarso impegno o altre gravi motivazioni didattico-disciplinari.

L’opinione dello psichiatra

Tra le voci a favore della giusta bocciatura, ti proponiamo quella di Paolo Crepet. In un suo intervento, lo psichiatra sottolinea come la mancata bocciatura costituisca un eccesso di protezione da parte della società. In questo modo e paradossalmente, quindi, invece di aiutare il ragazzo, la scuola lo ostacolerebbe.  Secondo Crepet, infatti, la mancata bocciatura non metterebbe i ragazzi nella posizione di dover far fronte a quella che potrebbe essere la prima delusione nella vita dei giovani. Inoltre, lo psichiatra sottolinea come sia proprio da queste situazioni di frustrazione che i ragazzi possono acquisire importanti abilità, quali quella di reagire alla delusione e ripartire.

Paolo Crepet non si limita ad analizzare a mancata bocciatura e gli esiti che questa potrebbe avere a lungo termine sui ragazzi, ma ne ipotizza anche due principali cause.

La mancanza di impegno

Secondo lo psichiatra, il problema non risiede solo nel fatto che, al giorno d’oggi, i ragazzi abbiano sempre meno voglia di fare e di impegnarsi. Sono, infatti, anche i docenti che li assecondano riducendo sensibilmente le loro aspettative e richieste. Così facendo, però, invece di aiutarli, possono portarli ad una riduzione della loro fiducia in se stessi e della loro volontà di combattere per ottenere ciò che vogliono.

L’utilizzo eccessivo della tecnologia

Paolo Crepet sostiene, inoltre, che siamo attualmente correndo il rischio di delegare l’educazione delle nuove generazioni agli strumenti tecnologici. Anche in questo caso, quello che potrebbe sembrare un utile ausilio cela, in realtà, il rischio di ridurre di molto la creatività e l’autonomia delle future generazioni.

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