Il concetto di “efficienza energetica” dovrebbe diventare il termine di riferimento (non l’unico naturalmente) nella coscienza degli studenti ed indurre una naturale attitudine verso l’utilizzo razionale dell’energia, con ciò favorendo risultati a lungo termine.
Ma anche sul breve periodo quest’idea può indurre buoni frutti: i ragazzi portano a casa con loro ciò che hanno appreso a scuola, spesso agendo come “educatori” verso gli adulti che li circondano.
Con la loro creatività, allegria, integrità, generosità, entusiasmo possono essere ambasciatori preziosi di atteggiamenti socialmente utili, diffondendo le conoscenze acquisite.
Insegnando (Excol® si impegna anche in questo) agli allievi i motivi per cui i consumi energetici e di risorse devono essere ridotti e cosa deve essere fatto per conseguire questo obiettivo, è possibile comunicare un atteggiamento appropriato e stimolare un comportamento attivo verso il consumo efficiente delle risorse stesse. Con l’utilizzo controllato dell’energia si aiuta a proteggere la natura e la qualità della vita sulla Terra! Ecco perché sarebbe meglio:
- sensibilizzare gli allievi alle diverse opportunità di riduzione dei consumi energetici, per ragioni sia ambientali che economiche;
- integrare quest’obiettivo nel più ampio quadro dell’educazione ad un futuro sostenibile;
- predisporre percorsi formativi per i docenti sui temi dell’efficienza energetica.
Diventa importante, in questo senso, l’audit energetico degli edifici scolastici, ossia una diagnosi che si pone l’obiettivo di capire in che modo l’energia viene utilizzata, quali sono le cause degli eventuali sprechi e quali interventi possono essere suggeriti all’utente per porvi rimedio.
Come fare un audit energetico:
• redigere un inventario di tutte le utenze (macchinari ed apparecchiature presenti nella scuola);
• classificare tutti i punti-luce, realizzando una completa diagnosi energetica dei consumi, monitorando per almeno un mese tutto l’edificio scolastico; effettuare la termografia di tutte le finestre, letture giornaliere del contatore elettrico, letture del contatore gas e acqua, controllo delle perdite dei rubinetti nei bagni e della quantità dei rifiuti da smaltire mensilmente;
• dalla tabulazione di questi dati, realizzare delle tabelle dei consumi con relativi istogrammi da sottoporre a tutto il personale scolastico;
• confrontare questi dati con quelli degli anni precedenti, formulando soluzioni ed azioni reali di miglioramento su come usare e risparmiare l’energia a scuola.
Le scuole perciò dovrebbero:
- attraverso i propri insegnanti ed altro personale, sia durante le lezioni sia in altre attività, educare gli utenti dell’edificio scolastico ad un utilizzo parsimonioso dell’energia;
- protocollare i propri documenti, per una ricerca più funzionale delle informazioni necessarie all’attuazione delle politiche di risparmio;
- stabilire preventivamente, quale valore di rapporto per il rilevamento del risparmio, il consumo per il periodo di riscaldamento invernale e normalizzarlo rispetto ai parametri climatici attraverso l’utilizzo del valore dei Gradi Giorno di legge quale valore di riferimento;
- stabilire delle chiavi di ripartizione delle risorse economiche risparmiate;
- perseguire il sogno delle “Scuole ad emissioni zero”, promuovendo la realizzazione nelle scuole di azioni concrete per la riduzione delle emissioni di gas serra e degli impatti umani sull’ambiente ( vedasi il progetto della Scuola Secondaria di primo Grado Giovanni XXIII di Varano Borghi (VA) per l’A.S. 2009/2010);
- ricordarsi delle regole fondamentali della cosiddetta “Famiglia S”: SCUOLA, SPEGNERE, SOLARE, STAND-BY, SPRECO, SERRA, SURRISCALDAMENTO, SALVAVITA, STACCARE;
- risparmiare energia elettrica: spegnendo le luci quando le aule, i corridoi, i bagni, le scale, etc. non sono in uso, o se l’illuminazione naturale è già sufficiente; predisponendo gli interruttori al controllo di piccole aree; controllando lo stato di stand-by dei macchinari, il quale ha un consumo energetico annuo non sottovalutabile; sostituendo le lampade ad incandescenza con quelle a basso consumo d’energia o, ancora meglio, a diodi led, i quali diminuiscono anche l’emissione di anidride carbonica; sostituendo gli interruttori tradizionali con sensori crepuscolari e di movimento; non mettendo nel frigor o nel freezer cibi caldi o tiepidi ed aprendone gli sportelli per tempi il più brevi possibile; tenendo le tapparelle o i serramenti chiusi nelle ore notturne, in quanto i vetri sono scarsamente isolanti ed hanno una grande dispersione termica; usando ENERGIA VERDE, come quella solare, tramite, se possibile, impianti fotovoltaici che convertono le radiazioni solari in energia elettrica; facendo economia sui combustibili fossili, diminuendo le emissioni di gas e l’effetto serra e risparmiando in bolletta;
- PENSARE VERDE: anticipare e fermare i problemi ambientali e di energia prima che essi si presentino. Proporre fermamente modelli di buon senso per gli Enti Pubblici (comuni, scuole, etc.) e per i privati con progetti reali che aiutino a risparmiare denaro e a ridurre i rischi ambientali. Tutti devono essere impegnati a crescere con modelli di scuola a scelta verde!
Un vecchio, ma saggio, proverbio cinese afferma:
<< Molte piccole cose, fatte da molta piccola gente, in molti piccoli luoghi, possono cambiare la faccia della Terra.>>
Crediamoci!
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