Solo gli esseri umani che dispongano delle conoscenze, anche elementari, dei meccanismi che regolano la produzione e la trasformazione dell’energia che consumiamo quotidianamente possono comprendere ed apprezzare nel profondo il significato del concetto di “risparmio energetico”.
Da qui l’importanza di agire, fin dai primi gradi d’istruzione, allo scopo di diffondere un sufficiente e, auspicabilmente, sempre più alto, livello di cultura (perché anche e soprattutto questa è CULTURA!) ambientale ed energetica, proprio a partire dalle scuole, siano esse primarie o secondarie, pubbliche o private.
Tutti noi, spesso, non diamo molta considerazione a ciò che ci circonda: compiamo gesti inutili e controproducenti per la salute nostra e dell’ambiente che ci ospita, in un’era in cui l’attenta educazione e consapevolezza al rispetto delle risorse naturali si presenta come tema dominante per lo sviluppo futuro del pianeta.
La tutela dell’ambiente e della salute pubblica sono valori ed obiettivi internazionali e dell’Unione Europea, che devono partire dal coinvolgimento di tutti i cittadini e dalla collaborazione dei diversi attori, pubblici e privati, che operano sul territorio.
Partendo, però, dalla difficoltà degli adulti ad adattarsi al cambiamento di stili di vita già consolidati ( si consideri in tal senso la bella iniziativa, per esempio, del sindaco di Genova Marco Doria, il quale ha distribuito ai propri dipendenti un Manuale per l’uso corretto dell’energia negli ambienti di lavoro, ispirato ai contenuti del sito www.nonsprecare.it , per evitare gli scialacquamenti d’energia nella pubblica amministrazione), è rinata la necessità, per fortuna, di educare e stimolare i ragazzi a sviluppare capacità d’osservazione nei confronti degli sprechi energetici, a partire dagli ambienti che frequentano, in primis la casa e la scuola.
I consumi energetici delle strutture scolastiche dipendono tanto dalle peculiari modalità di costruzione quanto dalla loro gestione per tutto il periodo funzionale. In una visione d’insieme è necessario, perciò, che interventi di educazione al risparmio energetico si integrino con l’analisi delle caratteristiche degli impianti e degli edifici.
Si rileva sempre più, a nostro parere, la necessità di trovare e/o creare strumenti innovativi per il miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio-scuola, in quanto esso stesso integra aspetti strutturali e gestionali, attività di audit energetico e comportamenti degli utenti in un approccio globale.
Per ottenere significativi cambiamenti nelle abitudini dei fruitori dei sistemi energetici e per rendere possibile che le materie prime e l’energia del pianeta vengano utilizzate secondo sempre più necessari criteri di ecosostenibilità, gli interventi sul piano tecnico e costruttivo degli edifici e degli impianti si dovranno integrare con importanti ed ingenti interventi di formazione, per dare, così, le basi ad un cambiamento di rotta che, dai nuovi Anni “Zero”, non può non essere intrapreso e fortemente desiderato da ogni singolo individuo per il futuro proprio e delle generazioni a venire.
A tal fine diventa, quindi, necessario un importante sforzo in ambito educativo!
Nell’affrontare questioni legate all’ambiente, la mera trasmissione delle conoscenze teoriche non è sufficiente, in quanto ad esse vanno associate le fondamentali necessità di avviare cambiamenti nei comportamenti individuali, a partire dai gesti più semplici. L’educazione ambientale s’è sempre dovuta confrontare, ad oggi, con questa sfida, la quale implica il bisogno ed il desiderio di comprendere che tipo di percorsi educativi debbano essere intrapresi per facilitare il processo di crescita di ognuno.
Ecco che vengono coinvolte, così, le relazioni dell’individuo ( di qualsiasi età) con il resto del mondo e con l’ambiente che lo circonda.
È un’azione di coerenza da parte degli adulti, a nostro avviso, intervenire sulle strutture ( parliamo in questo articolo di strutture didattiche, naturalmente [n.d.r.]) in modo da migliorarne l’efficienza e la spendibilità energetica. Interventi sulla struttura fisica e sulla gestione della stessa sono tra loro in necessaria corrispondenza, perché costituiscono i due aspetti fondamentali di un intervento di miglioramento della qualità energetica totale dell’edificio, intesa come misura del modo in cui esso è costruito e gestito.
Sono gli studenti, opportunamente guidati ed accompagnati dalle famiglie e dalle figure formative, a dover essere i protagonisti del presente e futuro processo educativo, partecipando come “primi attori” al flusso di esperienze e conoscenze che dovrebbe essere ovunque attivato.
I giovani sono gli utilizzatori di energia di domani, capiscono molto ed hanno poche, se non nulle, difficoltà nel cogliere le connessioni. Ecco perché si deve ( è un obbligo morale!) insegnare loro che gli sprechi d’energia debbono essere ridotti al minimo e cosa dovrà essere fatto per conseguire questo obiettivo. Deve essere possibile comunicare loro un atteggiamento appropriato e stimolare un comportamento attivo verso il consumo efficiente delle risorse comuni. Ancor più importante: anche i bambini capiscono bene che, con l’utilizzo controllato dell’energia, loro e le proprie famiglie, i propri amici, i propri insegnanti stanno aiutando a proteggere la natura e la qualità della vita sulla Terra!

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